Stiamo lavorando per creare il primo Mobility Hub Center della Romagna ad Alfonsine [Ra]
“Non si va in vacanza senza prima aver imparato le normative da rispettaare per ad andare in e-bike”
Il Mobility Hub Manager per le aree periferiche, montane e i borghi italiani è una figura professionale nuova, ibrida e profondamente diversa dal classico mobility manager aziendale. Mentre quest’ultimo si occupa di ottimizzare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di una singola azienda, il Mobility Hub Manager è un “architetto di comunità” che lavora su un’intera area per ricucirne le distanze, fisiche e sociali, attraverso soluzioni di mobilità elettrica integrate e “rigenerative”.
Il suo ruolo, come delineato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è quello di fornire un “supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione” della mobilità sostenibile
Le sfide uniche del territorio
Per comprendere il suo ruolo, bisogna prima comprendere il contesto in cui opera:
- Aree a domanda debole: I servizi di trasporto pubblico tradizionali (bus, treni) non sono più sostenibili economicamente a causa della bassa densità abitativa
- Distanza dai servizi: Gli spostamenti per raggiungere scuole, ospedali o uffici sono spesso lunghi e dipendenti dall’auto privata
- Spopolamento e invecchiamento: le popolazioni sono spesso anziane e con meno possibilità di mobilità autonoma
- Flussi turistici stagionali: Borghi e aree montane devono gestire picchi di domanda in determinati periodi dell’anno
- Frammentazione amministrativa: Coinvolgere piccoli comuni, spesso con risorse limitate, richiede capacità di coordinamento e di fare rete
Le 6 anime del Mobility Hub Manager
Di fronte a queste sfide, il suo lavoro si articola in sei aree di intervento principali:
1. Il Pianificatore di Sistema
Il suo compito è progettare una rete di mobility hub, intesi come punti di snodo multifunzionali.
Non sono semplici parcheggi, ma veri e propri centri di interscambio che offrono:
- Colonnine di ricarica per auto, bici e monopattini elettrici
- Posti per il bike sharing e il car sharing elettrico
- Aree di attesa e informazioni per i turisti
- Spazi per servizi come locker o punti di consegna pacchi
2. Il Coordinatore di Rete
Deve fare da cerniera e creare una logica di rete tra attori diversi:
Le amministrazioni comunali: per allineare le politiche locali.
- Le aziende di trasporto: per integrare i servizi (es. bus a chiamata come “Chi Ama il Bus”
- I mobility manager aziendali: per coordinare i piani degli spostamenti dei dipendenti
- Le comunità locali e i turisti: per ascoltare i bisogni e costruire soluzioni su misura
3. Il Project Manager dell’Innovazione
È il motore dei progetti di mobilità elettrica. Segue l’intero ciclo di vita di un’iniziativa, dalla raccolta fondi (bandi PNRR, SNAI-, fondi europei) alla sua realizzazione e monitoraggio.
4. Il Comunicatore e Promotore
Deve promuovere il cambiamento culturale, spiegando i vantaggi della mobilità elettrica e incoraggiando l’adozione di nuovi comportamenti. Organizza eventi, campagne di sensibilizzazione e dimostrazioni pratiche.
5. Il Gestore dei Dati e Responsabile del trattamento dei dati
Raccoglie e analizza dati sugli spostamenti per comprendere i flussi, ottimizzare i servizi e misurare l’impatto delle iniziative intraprese Il responsabile del trattamento (in inglese data processor) nel nuovo regolamento europeo è la persona fisica, giuridica, pubblica amministrazione o ente che elabora i dati personali per conto del titolare del trattamento e in base alle sue istruzioni (art. 4, par. 1, n. 8 GDPR). Secondo l’EDPB due sono le condizioni per qualificare un soggetto come responsabile:
– deve essere un soggetto distinto dal titolare;
– deve elaborare dati per conto del titolare.
Il ruolo del responsabile va definito in relazione al contesto, e se il servizio fornito non è specificamente finalizzato al trattamento di dati personali o qualora il trattamento non costituisca un elemento chiave del servizio, il fornitore di servizi potrebbe essere un titolare autonomo del trattamento (es. la piattaforma per garantire gli spostamenti sul territorio dei propri dipendenti). Ulteriormente, se il processor combina dati del titolare con dati propri va oltre il mandato e diventa titolare.
6. Il Facilitatore di Progetti glocali
Ha un ruolo fondamentale nel semplificare la burocrazia e trovare soluzioni agili, agendo come un facilitatore che “abbatte il muro della distanza”
Nella pratica, questo si traduce in attività concrete come:
- Mappare il territorio: individuare i punti critici e le aree più idonee per nuovi hub
- Progettare servizi “a chiamata”: come bus su prenotazione per aree a domanda debole
- Permettere di installare infrastrutture di ricarica: e gestirne la manutenzione
- Creare app e piattaforme digitali: per integrare biglietti e prenotazioni
- Favorire il turismo lento: sviluppando percorsi e servizi per cicloturisti e visitatori
- Organizzare corsi di formazione: per guide e operatori del settore
Per svolgere questo ruolo complesso, il Mobility Hub Manager deve possedere un mix di competenze:
- Tecniche: conoscenza delle normative, dei sistemi di trasporto, delle tecnologie elettriche e degli strumenti di pianificazione.
- Trasversali: capacità di ascolto e mediazione, spirito di iniziativa, pensiero strategico e ottime doti comunicative.
- Relazionali: saper lavorare in team e coinvolgere diversi attori in un progetto comune

Un ruolo per il futuro dei territori periferici
Il Mobility Hub Manager per le aree periferiche non è un semplice tecnico: nel caso dell’Enterprise AI Ecosystem Architect Fabrizio Fantini è un innovatore sociale, un costruttore di ponti e un agente di sviluppo locale che usa la mobilità elettrica come leva per:
- Contrastare lo spopolamento dei borghi
- Valorizzare il turismo sostenibile
- Migliorare la qualità della vita dei residenti
- Rendere i borghi e le montagne italiane luoghi più connessi, vivibili e attrattivi per le nuove generazioni
E’ una figura chiave per trasformare la sfida della distanza in un’opportunità di rilancio per i territori più fragili e preziosi d’Italia.
La creazione di una rete capillare di bicipolitane in Italia non si limiterà a trasformare il paesaggio fisico delle nostre città, ma darà vita a un intero ecosistema di nuove professioni. Non si tratterà più solo di progettare e costruire piste ciclabili, ma di gestire, animare e innovare un sistema di mobilità complesso e integrato.
Ecco le nuove figure professionali che emergeranno in questo scenario.
Il “Promotore della Mobilità Ciclistica Rigenerativa”: il Visionario del Territorio
Questa è forse la figura più emblematica del nuovo corso avviato con il progetto ROMAGNABIKE e BICIPOLITIAMO un professionista con competenze multidisciplinari che agisce come un architetto della mobilità dolce a livello territoriale con partner locali di valore:
- Progetta e promuove l’uso della mobilità elettrica come mezzo di trasporto quotidiano, lavorando a stretto contatto con amministrazioni, aziende e cittadini
- La missione è quella di creare una “cultura della mobilità elettrica”, rendendola un’opzione attraente e sicura per tutti
- Concetti chiave: pianificazione urbanistica, progettazione di servizi (es. bike sharing, Facility Mobility Center, comunicazione, fundraising e una profonda conoscenza delle normative UE che trasformeranno il mercato nei prossimi mesi.
- Riconoscimento: l’Università di Verona è il primo ente italiano ad aver attivato un corso di perfezionamento per “Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica”, a testimonianza della crescente domanda di questa professionalità.
I “Nuovi Mobility Manager”: specializzati professionisti per diversi contesti
La figura del Mobility Manager, già nota per le aziende, si moltiplicherà e si specializzerà per rispondere alle esigenze delle bicipolitane:
- Mobility Manager d’Area: una figura chiave per coordinare la mobilità su un intero territorio, come una provincia o un comprensorio.. Sarà il punto di riferimento per integrare le bicipolitane con altri servizi (autobus, treni) e per gestire i fondi regionali o nazionali dedicati. Il ministero dei Trasporti sta già creando le infrastrutture per supportare questi nuovi manager.
- Mobility Manager Scolastico: si occuperà di promuovere e gestire gli spostamenti casa-scuola in sicurezza, progettando percorsi dedicati e incentivando l’uso della bicicletta elettrica in modo consapevole tra gli studenti
- Mobility Manager di Distretto: lavorerà a livello di un’area produttiva o di un parco industriale, per ottimizzare gli spostamenti dei lavoratori e la logistica dell’ultimo miglio
Il “Tecnico Specializzato”: l’Artigiano dell’llettrico
Con l’aumento esponenziale di bivi. moto e monopattini elettrici e cargo-bike regolamentati la domanda di manutenzione e riparazione specializzata esploderà
- si occuperà non solo riparazioni meccaniche tradizionali, ma anche diagnosi e interventi su motori, gestione delle batterie e sistemi elettronici sempre più complessi.
- Competenze chiave: elettronica e robotica, meccanica di precisione, conoscenza dei diversi sistemi di assistenza alla pedalata e gestione delle batterie.
- Scenario: le officine tradizionali si evolveranno in centri di assistenza altamente specializzati, capaci di offrire un servizio completo e di qualità, diventando un punto di riferimento per la crescente flotta di veicoli a micro-mobilità: ROMAGNABIKE sarà un modello di riferimento.
Il “Data Analyst della Mobilità”: Il Cervello del Sistema
Le bicipolitane saranno infrastrutture “intelligenti”, in grado di generare una mole di dati sui flussi di spostamento, le abitudini degli utenti e lo stato delle infrastrutture.
- Raccoglie, analizza e interpreta questi dati per ottimizzare i servizi, pianificare nuovi percorsi e misurare l’impatto delle politiche di mobilità.
- Competenze chiave: data science, statistica, conoscenza dei sistemi GIS e capacità di tradurre i dati in informazioni utili per amministratori e aziende.
- Impatto: grazie al suo lavoro, le città potranno prendere decisioni basate su dati reali, rendendo la mobilità più efficiente e reattiva alle esigenze dei cittadini.
Altre figure emergenti che si formeranno nell’accademia italiana BIKEACADEMY.EU
- Esperto in mobilità elettrica integrata: un consulente che progetta soluzioni “full electric” per aziende e comuni, integrando bicipolitane con auto elettriche in sharing e sistemi di ricarica
- Project Manager per Fondi Europei: professionista specializzato nella scrittura di bandi e nella gestione di progetti finanziati da fondi come il PNRR o il programma LIFE, fondamentale per sviluppare e mantenere la rete.
- “Hub Manager”: Il gestore di un mobility hub (un punto di interscambio multimodale), che coordina i servizi di ricarica, noleggio, informazioni e accoglienza per cicloturisti
- Community Manager della Mobilità: un esperto di comunicazione che cura l’identità e la community intorno a una bicipolitana, organizzando eventi e gestendo i canali social per promuovere una cultura della mobilità sostenibile
Tabella riassuntiva delle nuove figure professionali
| Nuova Figura Professionale | Area di Intervento | Competenze Chiave |
| Promotore della Mobilità Ciclistica | Pianificazione e promozione territoriale | Urbanistica, comunicazione, fundraising, normative |
| Mobility Manager d’Area/Scolastico/Distretto | Coordinamento e gestione a livello di area, scuola o distretto | Pianificazione, gestione progetti, coordinamento |
| Tecnico Specializzato per e-bike/e-monopattini | Manutenzione e riparazione avanzata | Elettronica, meccanica di precisione, diagnostica |
| Data Analyst della Mobilità | Analisi dei dati di flusso e utilizzo | Data science, statistica, GIS |
| Esperto in Mobilità Elettrica Integrata | Consulenza per soluzioni “full electric” | Conoscenza di veicoli elettrici, infrastrutture di ricarica |
| Project Manager per Fondi Europei | Scrittura bandi e gestione progetti | Fundraising, project management, normative europee |
| Hub Manager | Gestione di centri di interscambio multimodale | Gestione operativa, customer service, coordinamento |
| Community Manager della Mobilità | Comunicazione e engagement della community | Social media management, comunicazione, organizzazione eventi |
Le bicipolitane, per esempio, non creeranno solo nuove strade, ma un intero nuovo mercato del lavoro, caratterizzato da professioni ibride che fondono competenze tecniche, pianificazione urbana, comunicazione e capacità di gestire il cambiamento culturale. Saranno figure chiave per garantire che queste infrastrutture non siano solo opere pubbliche, ma diventino il motore di una vera e propria rivoluzione sociale e ambientale.
Con la piattaforma di AI e-learning con rilascio open badge tokenizzati per i futuri operatori professionali della mobilità elettrica italiana BIKEACADEMY.EU rappresenta un esempio EdTech Made in Italy sostenibile, riproducibile e scalabile a livello europeo.
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