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ROMAGNABIKE all’International Bike Festival 2026 lanciato il Festival del Ciclismo Rurale 2027

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Sabato 05 settembre 2026 Misano Adriatico
Al Misano World Circuit Marco Simoncelli ci siamo incontrati per la nona edizione dell’International Bike Festival (IBF), il salone internazionale della bicicletta che dal 2018 richiama l’attenzione del mercato europeo. Con oltre 600 brand presenti e una nuova veste internazionale che ha sostituito la storica denominazione Italian Bike Festival, l’IBF 2026 si è confermato la piattaforma europea di riferimento per il mondo della bicicletta e della mobilità sostenibile. Tra stand, tavole rotonde, workshop e le celebri gare de La Gialla Cycling, ROMAGNABIKE ha scelto questo palcoscenico d’eccezione per un annuncio che guarda al futuro: il lancio ufficiale del FESTIVAL DEL CICLISMO RURALE 2027 e della campagna di raccolta fondi e sponsor che lo accompagnerà.
Il Festival del Ciclismo Rurale partita nel 2027 non come una semplice manifestazione sportiva, ma un progetto culturale e sociale che intende riscoprire il legame profondo tra la bicicletta, le comunità locali e i paesaggi rurali. L’idea è quella di trasformare le strade bianche, i sentieri e le colline dell’entroterra romagnolo in un laboratorio vivente di mobilità dolce, dove pedalare diventa un atto di rigenerazione – per chi pedala e per i territori attraversati. Presentare il progetto all’International Bike Festival ha rappresentato una scelta strategica perché dopo tanti anni di ricerca e sviluppo in giro perl’Europa IBF è infatti il luogo dove industria, mercato, innovazione e pubblico si incontrano, e dove si discutono temi cruciali come la mobilità sostenibile e l’evoluzione del cicloturismo. Un contesto ideale per presentare una visione nuova del ciclismo, che non si limita alla performance o al consumo, ma abbraccia una dimensione etica, ambientale e rigenerativa.
Al centro del Festival del Ciclismo Rurale 2027 ci sono due concetti innovativi: l’economia della ciambella e la mobilità rigenerativa.
L’economia della ciambella, teorizzata dall’economista Kate Raworth, in questa prima edizione del 2027 si propone di superare il modello di crescita illimitata per abbracciare un’economia circolare, rigenerativa e distributiva. Immagina un “spazio sicuro e giusto” per l’umanità, delimitato da un pavimento sociale (bisogni essenziali garantiti per tutti) e un soffitto ecologico (limiti planetari da non superare). In questo spazio, l’economia non cresce all’infinito, ma rigenera i sistemi naturali e redistribuisce le risorse.
La mobilità rigenerativa applica questo paradigma al mondo degli spostamenti. Non si tratta più di ridurre l’impatto ambientale (mobilità sostenibile), ma di creare valore positivo per le comunità e per l’ambiente. Pedalare diventa un’azione che rigenera il paesaggio, valorizza le economie locali, favorisce la coesione sociale e riduce le disuguaglianze. È esattamente questo lo spirito che #ROMAGNABIKE intende portare nel Festival del Ciclismo Rurale: un ciclismo che non consuma, ma che rigenera.
Il lancio ufficiale del Festival del Ciclismo Rurale 2027 #FDCR27 è stato anche l’occasione per annunciare l’avvio di un crowdfunding etico, una raccolta fondi trasparente e partecipata finalizzata a individuare partner etici e rigenerativi per il mercato della mobilità elettrica locale.
L’obiettivo è ambizioso: costruire una filiera virtuosa che coinvolga produttori di e-bike, aziende di componentistica, fornitori di servizi di ricarica, enti locali e associazioni del territorio, tutti accomunati da un impegno concreto verso la sostenibilità sociale e ambientale. Il crowdfunding etico non si limita a raccogliere risorse economiche: vuole essere un processo di selezione partecipata, in cui la comunità degli appassionati e dei cittadini contribuisce a identificare e sostenere le realtà imprenditoriali più allineate con i valori dell’economia della ciambella e della mobilità rigenerativa. NEll’era dell’ai allucinata ogni investimento digitale diventa un atto politico umanistico: scegliere dove destianre i propri soldi significa scegliere che mondo costruire. Il crowdfunding etico permette a tutti – non solo ai grandi investitori – di diventare protagonisti del cambiamento, sostenendo direttamente progetti che mettono al centro le persone e l’ambiente, non solo il profitto.


Il Festival del Ciclismo Rurale 2027 non si ferma ai confini nazionali. ROMAGNABIKE ha già avviato i contatti per inserire il progetto in un contesto internazionale più ampio, in particolare attraverso #EUROMEDBIKEFEST, un’iniziativa che mira a creare una rete di eventi ciclistici tra i paesi dell’area euromediterranea. L’idea è quella di condividere modelli, buone pratiche e valori tra territori diversi ma accomunati dalla stessa passione per la bici e la mobilità elettrica in generale e dalla stessa urgenza di ripensare la mobilità in chiave rigenerativa. 
Il Festival del Ciclismo Rurale 2027 potrebbe diventare il capitolo italiano di una più ampia alleanza euromediterranea per la mobilità dolce, creando ponti culturali ed economici tra le due sponde del Mediterraneo. I vantaggi di questa dimensione internazionale sono molteplici:
Scambio di conoscenze tra territori con diverse tradizioni ciclistiche e diverse sfide ambientali;
Visibilità globale per il progetto e per i partner che lo sostengono;
Attrazione di investimenti e turismo internazionale verso i territori rurali;
Costruzione di una comunità europea di appassionati e operatori del settore.

Per noi di ROMAGNABIKE è il week end in cui abbiamo deciso di lanciare la sfida ad un nuovo approccio della mobilità elettrica dolce, passando da sostenibile a RIGENERATIVA. Il Festival del Ciclismo Rurale 2027 si presenta come un evento annuale che nasce con l’obiettivo di connettere persone, amanti del ciclismo, appassionati di cicloturismo, e mobilità elettrica idee e progetti per immaginare aree rurali e green più vivibili, sicure e rigenerative. ROMAGNABIKE è alla ricerca di un contesto ideale che farà da sfondo ad un weekend intensi di attività con ingresso libero e gratuito per tutti i cittadini della Romagna e a pagamento per i non residenti [formula rigenerativa] . Il festival si articolerà attorno a quattro pilastri fondamentali: 1] i “green talk” sono incontri pubblici  dove studenti e attivisti delle giovani generazioni accompagnati da urbanisti, esperti del settore si confronteranno su temi cruciali come la sicurezza stradale delle bicipolintane, le infrastrutture e l’attivismo ambientale e sociale per rigenerare le aree rurali. 2] L’area Expo sarà dedicata al settore della mobilità elettrica sicura e alle soluzioni innovative per la mobilità quotidiana delle bicipolitane e all’EUROVELO, mentre gli eventi includeranno pedalate in città, social ride e iniziative ambientali grazie al team di ROMAGNABIKEHUB per coinvolgere la comunità ciclistica.Tra queste, la ”junior ride”  un evento dedicato ai più piccoli, e il Bike Park un’area pensata per l’ educazione stradale dei bambini con simulazioni di utilizzo dei monopattini certificati e e-bike con gli strumenti di sicurezza obbligatori per legge UE. durante il weekend dedicato alla mobilità rigenerativa dei territori rurali saranno proposti diversi percorsi in bicicletta alla scoperta delle aree verdi e di nuovi itinerari ambientali e culturali per riscoprire la natura e tornare a rispettare in silenzio i patriarchi, foreste e pinete e boschi del nsotro territorio romagnolo. Il successo della prima edizionedel festival dipenderà dal contributo della comunità ospitante e dalla nuova comunità di operatori professionisti della mobilità elettrica italiana, attraverso la raccolta fondi con il crowdfunding etico necessario per sostenere la realizzazione della prima edizione nata dal gruppo di lavoro di ROMAGNABIKE, coprendo i costi di incontri, ospiti, pubblicità, materiali e attività aperte alla cittadinanza, in un progetto di open innovation con operatori del settore in partnership con le pubbliche amministrazioni dei Paesi coinvoltinel progetto.

Ogni contributo, piccolo o grande, aiuterà a costruire un territorio interno in cui muoversi in sicurezza con un approccio rigenerativo per la comunità locale, partecipare attivamente significa diventare parte di una storia che punta a rendere la Romagna un modello di “MOBILITA’ RIGENERATIVA”


Il tema della prima edizione del Festival del Ciclismo Rurale 2027 sarà l’economia della ciambella (Doughnut Economics) un modello economico alternativo proposto nel 2011 dall’economista di Oxford Kate Raworth. Questo modello si propone come una bussola             per il XXI secolo con l’obiettivo di ridefinire il concetto di progresso umano: anziché inseguire la crescita illimitata del Prodotto Interno Loro (PIL), mira a garantire che l’umanità possa prosperare in equilibrio.  Il modello è rappresentato visivamente da due cerchi concentrici che formano una ciambella:
La base sociale (il cerchio interno) rappresenta la soglia minima del benessere umano sotto la quale nessuno dovrebbe trovarsi. È costituita da dodici elementi essenziali per la vita, molti dei quali derivano dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’ONU. Questi includono l’accesso a cibo, acqua pulita, energia, istruzione, sanità, alloggio, un reddito e un lavoro dignitoso, reti di informazione e supporto sociale, uguaglianza di genere, equità sociale, voce politica, pace e giustizia.
Il tetto ecologico (il cerchio esterno): definisce i limiti di pressione ecologica che l’umanità non deve superare per evitare               di destabilizzare i sistemi vitali del pianeta. Questi limiti si basano sui nove confini planetari individuati dagli scienziati               del sistema Terra per regolare la stabilità del clima e degli ecosistemi: cambiamento climatico, acidificazione degli oceani, inquinamento chimico, eccesso di azoto e fosforo, prelievi di acqua dolce, conversione del suolo, perdita di biodiversità, riduzione dello strato di ozono e inquinamento atmosferico.
Lo spazio sicuro e giusto: lo spazio compreso tra la base sociale e il tetto ecologico — cioè la ciambella vera e propria — rappresenta l’area in cui è possibile soddisfare i diritti e le necessità di tutte le persone rispettando, al tempo stesso, la capacità ecologica della Terra. La teoria si articola su sette approcci mentali e pratici per superare le teorie economiche del secolo scorso:
1. Cambiare l’obiettivo: smettere di considerare la crescita esponenziale del PIL come l’unica misura del progresso e orientarsi invece verso una prosperità in costante equilibrio all’interno della ciambella.
2. Vedere il quadro generale (See the Big Picture): sostituire la visione limitata del mercato autonomo e autosufficiente                con quella di un’economia “incorporata” (embedded) nella società e nella natura, alimentata dall’energia solare.
3. Coltivare la natura umana: superare il ritratto riduttivo dell’Homo economicus (egoista, isolato e insaziabile) per adottare         un modello di essere umano sociale, interdipendente, adattabile e intrinsecamente legato al mondo vivente
4. Acquisire dimestichezza con i sistemi: abbandonare le vecchie metafore meccaniche di equilibrio di mercato a favore             del pensiero sistemico, analizzando i cicli di feedback complessi che regolano fenomeni come le disuguaglianze economiche        e i punti di non ritorno del clima.
5. Progettare per distribuire: non credere al mito che la crescita economica ridurrà col tempo le disuguaglianze.                       Bisogna invece strutturare attivamente sistemi economici che siano distributivi fin dal principio (distributive by design), estendendo la distribuzione non solo ai redditi ma anche alla ricchezza, alla terra, alla conoscenza e alla tecnologia.
6. Creare per rigenerare: smentire l’idea che l’inquinamento sia una fase inevitabile destinata a risolversi da sé con la crescita economica. Occorre invece adottare un design rigenerativo attraverso un’economia circolare in cui le risorse biologiche e tecniche vengano recuperate e valorizzate senza generare rifiuti.
7. Essere agnostici rispetto alla crescita: Poiché in natura nulla cresce per sempre, è necessario progettare economie e istituzioni finanziarie, politiche e sociali capaci di far prosperare le comunità sia che il PIL cresca, sia che rimanga stabile o decresca
Presentare il Festival del Ciclismo Rurale e il crowdfunding etico in questo contesto significa dare loro la massima visibilità e legittimarli agli occhi di un pubblico qualificato, fatto di addetti ai lavori e appassionati. Il Festival del Ciclismo Rurale 2027 è un manifesto che vuole comunicare che un altro ciclismo è possibile: una mobilità non solo competitiva ma sociale che non si limita a divertire o a far competere, ma che rigenera territori, comunità e persone.

Il team ha scoperto durante l’indagine all’IBF26 che nessuno è al corrente o è interessato ad approfondire il tema dell’ECONOMIA DELLA CIAMBELLA, sono tutti proiettati alla vendita e a soddisfare le esigenze di un pubblico italiano sempre più esigente.

Il team di ROMAGNABIKE invita tutti – appassionati, aziende, enti locali, cittadini – a salire in sella a questo progetto: crowdfunding etico è già in fase di lancio e presto sarà possibile contribuire attivamente alla nascita del Festival, diventando parte di una comunità che pedala per un futuro più giusto e più verde.Restate sintonizzati: sul sito di #ROMAGNABIKE e sui nostri canali social troverete presto tutte le informazioni per partecipare al crowdfunding, per diventare partner del Festival e per essere tra i primi a conoscere il programma del Festival del Ciclismo Rurale 2027.
La rivoluzione rigenerativa parte da qui. Da pedalate condivise ROMAGNABIKE dove la passione per la mobilità elettrica incontra la rigenerazione del territorio.
La mobilità rigenerativa applica questo paradigma al mondo degli spostamenti. Non si tratta più di ridurre l’impatto ambientale (mobilità sostenibile), ma di creare valore positivo per le comunità e per l’ambiente. Pedalare diventa un’azione che rigenera il paesaggio, valorizza le economie locali, favorisce la coesione sociale e riduce le disuguaglianze. È esattamente questo lo spirito che ROMAGNABIKE intende portare nel Festival del Ciclismo Rurale: un ciclismo che non consuma, ma che rigenera.

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