Il team di R&D di ITALIA2030 e ROMAGNABIKE partecipa al FESTIVAL “FORESTA MAESTRA”
EVENTO: Natura e Intelligenza Artificiale, Ciclo di incontri sul Pratone
Nei prossimi mesi oltre a trattare di AI e di mirabolanti azioni in borsa delle #Bigtech si inizierà a trattare il tema dell’AI INCARNATA e di #superintelligenza e #worldmodel: la robotica incarnata si declina in molte forme già oggi, anche se in Italia sembra ancora fantascienza…..un “cane-robot” a quattro zampe sviluppato dalla svizzera ANYbotics viene testato nei boschi europei per migliorare la gestione sostenibile delle foreste grazie alla mappatura 3D.
Il dispositivo, parte del progetto #DigiForest coordinato anche dall’Oxford Robotics Institute, utilizza laser simili a quelli delle auto a guida autonoma per ricostruire forma, diametro e altezza dei tronchi, creando un database utile a monitorare la crescita degli alberi e individuare aree in difficoltà. Con misurazioni ripetute nel tempo si può capire dove una foresta sta lottando o dove ci sono alberi che stanno morendo. Finora il robot è stato testato in Finlandia, Svizzera e nella Forest of Dean, con nuove prove previste fino al 2026. Il progetto è finanziato dal programma di ricerca Horizon Europe dell’Unione Europea, che sostiene gli sforzi volti a rendere la silvicoltura più sostenibile, comprese le alternative all’abbattimento simultaneo di tutti o quasi tutti gli alberi in un’area designata: ancora una volta soldi pubblici dei cittadini europei che finiscono in Svizzera, noi di ITALIA2030 vogliamo invertire questo modello finanziario insostenibile e renderlo profittevole e sostenibile per progetti come quello che abbiamo ingegnerizzato per la FORESTA MAESTRA [quale luogo migliore per trattare il tema dell’uso di tecnologie di confine per progetti biomimetici?]
La proposta creata dal team di ingegneri ambientali dell’action tank TALIA2030 coordinato dall’Enterprise AI Ecosystem Architect suggerisce all’Associazione Vallombrosa Foresta di Firenze (AVFF) di promuovere presso i soggetti gestori e i portatori di interesse della Zona Speciale di Conservazione “Vallombrosa e Bosco di Sant’Antonio” (IT5140012) l’avvio di un percorso verso la generazione di Crediti di Sostenibilità forestali, sul modello già operativo nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e ispirandosi ai principi di gestione collettiva e comunitaria propri delle Comunalie Parmensi.
L’idea centrale è semplice: la gestione forestale della ZSC produce già oggi benefi ci ambientali misurabili (assorbimento di CO2, tutela della biodiversità, regolazione idrogeologica, valore paesaggistico e culturale). Attraverso un percorso di certifi cazione e quantifi cazione di questi servizi ecosistemici, tali benefi ci possono essere trasformati in crediti di sostenibilità: titoli certifi cati e acquistabili da aziende, enti e privati, i cui proventi fi nanziano direttamente la gestione attiva del bosco, la tutela della fauna selvatica e le comunità locali che se ne prendono cura.
Questo progetto integra il Piano d’Azione per l’Ecoturismo Sostenibile 2025-2030 : ne rappresenta una possibile leva fi nanziaria per gli obiettivi già individuati come prioritari dal percorso partecipato, in particolare la conservazione del patrimonio naturale e la gestione dei fl ussi di visitatori, che oggi non dispongono di un canale di fi nanziamento stabile e dedicato.
AVFF, per la sua storia di soggetto promotore e facilitatore neutrale nel territorio, è nella posizione naturale per proporre questo percorso ai due enti gestori (RCBV e UCVVS) e per condurre, come già fatto nel 2023-2024, una fase di analisi di fattibilità partecipata prima di qualsiasi impegno formale.
Il Piano d’Azione 2025-2030 ha già individuato con chiarezza due limiti strutturali del sistema attuale di gestione della ZSC: primo, l’assenza di risorse finanziarie stabili dedicate alla conservazione attiva e al controllo dei flussi turistici; secondo, la difficoltà di tradurre in valore economico riconosciuto i benefici ambientali che la foresta già produce silenziosamente ogni giorno.
I crediti di sostenibilità rispondono esattamente a questo secondo limite, e indirettamente al primo. Non si tratta di un meccanismo di compensazione emissiva generico, ma di un sistema che:
• riconosce economicamente pratiche di gestione forestale migliorativa rispetto alla gestione ordinaria già prevista da norme regionali e nazionali;
• richiede una certificazione indipendente (tipicamente PEFC o FSC) della Gestione Forestale Sostenibile, che aumenta la credibilità e la tracciabilità degli interventi;
• genera un flusso di entrate da aziende e privati interessati a sostenere la resilienza climatica e la biodiversità, senza gravare sulla fiscalità locale;
• rafforza lo status di area protetta, poiché il valore del credito dipende dalla qualità e continuità della gestione conservativa.
Questo si allinea perfettamente con quanto già raccomandato nel Piano d’Azione come priorità alta: la conservazione e cura del patrimonio naturale e culturale, e il potenziamento dei controlli e della zonizzazione della ZSC, entrambe attività che richiedono risorse economiche oggi non pienamente disponibili.
3.1 I Crediti di Sostenibilità dell’Appennino Tosco-Emiliano
Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, in qualità di soggetto coordinatore della omonima Riserva della Biosfera UNESCO, ha sviluppato un progetto operativo di crediti di sostenibilità che oggi rappresenta il riferimento più solido e vicino geografi camente al caso di Vallombrosa. Il modello si fonda su alcuni elementi chiave:
• un Comitato Tecnico Scientifi co, istituito come organo di indirizzo e validazione metodologica del progetto;
• il supporto di PEFC Italia e FSC Italia nella formazione dei tecnici forestali e nell’avvio dell’iter di certifi cazione di Gestione Forestale Sostenibile;
• una piattaforma web dedicata alla compravendita dei crediti, aperta ad aziende e privati;
• un modello di finanziamento misto, che nel caso specifico ha visto il contributo di soggetti privati (es. iniziative di responsabilità sociale d’impresa) per sostenere i costi di gestione della piattaforma.
Il progetto ha mostrato una crescita signifi cativa dell’adesione: già nei primi cinque mesi del 2026 il volume di crediti acquistati ha superato l’intero anno precedente, a conferma di un interesse crescente da parte del mercato verso questo tipo di strumento.
3.2 Le Comunalie Parmensi come modello di governance
Le Comunalie dell’Appennino parmense sono proprietà collettive storiche, spesso di origine medievale, in cui i beni forestali e pascolivi appartengono non a un singolo proprietario ma alla comunità dei residenti originari, gestita attraverso organi rappresentativi eletti e regolamenti consuetudinari consolidati nei secoli.
Il valore di questo modello per Vallombrosa non risiede in un meccanismo di crediti (le Comunalie non generano crediti di sostenibilità in senso proprio) ma nel principio di governance che incarnano: la gestione di un patrimonio forestale come bene comune, attraverso un organo rappresentativo permanente che decide collegialmente sulle pratiche gestionali, la destinazione dei proventi e il coinvolgimento della comunità locale nel tempo.
Applicato al contesto di Vallombrosa, questo principio suggerisce che il futuro comitato di gestione dei crediti di sostenibilità non dovrebbe essere un organo tecnico chiuso, ma una struttura che dia voce stabile e continuativa ai soggetti già coinvolti nel percorso partecipato del 2023-2024: cittadini, associazioni locali, operatori turistici, oltre agli enti gestori.
4. Applicabilità alla ZSC Vallombrosa e Bosco di Sant’Antonio
La ZSC oggetto del Piano d’Azione presenta alcune caratteristiche che rendono il modello potenzialmente applicabile, ma anche alcune differenze rispetto al caso tosco-emiliano che è necessario affrontare con realismo fi n dall’inizio.
4.1 Elementi favorevoli
• una superfi cie di circa 2.200 ettari già sottoposta a tutela come Rete Natura 2000, con studi scientifi ci recenti (Bruzzone 2024) che documentano lo stato della fauna e possono costituire base di monitoraggio;
• due enti gestori identifi cabili e già coinvolti nel percorso partecipato (RCBV per la RNBV, UCVVS per la RNBSA), condizione necessaria per avviare un percorso di certifi cazione;
• un tessuto di soggetti locali già mobilitato e disponibile a partecipare, che riduce i costi e i tempi di una nuova fase di coinvolgimento rispetto a partire da zero;
• una domanda di mercato in crescita per strumenti di finanziamento della conservazione, come mostrato dall’andamento del progetto tosco-emiliano.
4.2 Differenze e nodi da affrontare
• la gestione è divisa tra due enti con natura giuridica diversa (un reparto dei Carabinieri e un’unione di comuni), il che richiede un accordo di governance esplicito prima di qualsiasi passo operativo, diversamente dal caso di un parco nazionale con gestione unitaria;
• la certifi cazione PEFC o FSC richiede un piano di gestione forestale formalizzato e verifi cabile: è necessario chiarire lo stato attuale dei piani di gestione delle due riserve, già segnalato nel Piano d’Azione come da rendere “più efficaci”;
• la scala dell’area (2.200 ettari) è più contenuta rispetto al comprensorio tosco-emiliano: questo non impedisce il progetto ma suggerisce di valutare fi n da subito un’aggregazione con l’adiacente ZSC “Pascoli montani e cespuglieti del Pratomagno” (6.700 ettari), per raggiungere una massa critica più interessante per il mercato dei crediti.
Nessuno di questi nodi è un ostacolo insormontabile, ma tutti richiedono di essere affrontati esplicitamente nella fase di fattibilità, evitando di ripetere per i crediti di sostenibilità la stessa cautela già raccomandata nel Piano d’Azione per il progetto del trenino a cremagliera: idee di grande potenziale che necessitano di uno studio indipendente prima di un impegno pubblico.
5. Architettura del progetto proposto
Si propone un’architettura in quattro componenti, modulare e graduale, che consenta di avanzare per fasi verifi cabili senza richiedere fi n dall’inizio un impegno fi nanziario ingente.
Componente A + comitato tecnico scientifico
Un organo di indirizzo scientifi co e metodologico, composto da esperti forestali, un rappresentante per ciascun ente gestore (RCBV, UCVVS), un rappresentante di AVFF e, in coerenza con il modello delle Comunalie, un numero limitato di rappresentanti della società civile locale già attivi nel percorso partecipato del 2023-2024.
Componente B + Percorso di certificazione
Avvio di un percorso di certifi cazione di Gestione Forestale Sostenibile (PEFC o FSC) per le aree gestibili attivamente all’interno della ZSC, con il supporto tecnico degli enti di certifi cazione, sul modello di quanto già realizzato in Appennino Tosco-Emiliano.
Componente C + Quantifi cazione dei servizi ecosistemici
Defi nizione, con il supporto di un ente tecnico indipendente, dei servizi ecosistemici quantifi cabili e certifi cabili: assorbimento di carbonio, tutela della biodiversità (con riferimento agli studi già disponibili su lupo e gatto selvatico), regolazione idrogeologica, valore paesaggistico-culturale.
Componente D + Piattaforma e commercializzazione
Realizzazione di una piattaforma di compravendita dei crediti, eventualmente in collaborazione o interconnessione con la piattaforma già esistente per l’Appennino Tosco-Emiliano, per ridurre i costi di sviluppo e benefi ciare di una base di acquirenti già sensibilizzata al tema.
6. Governance: il ruolo di AVFF e degli altri soggetti
Coerentemente con il ruolo già svolto da AVFF nel 2023-2024 promotore, organizzatore e facilitatore neutrale del convegno del 2 dicembre 2023 e dell’incontro di Cascia del 21 marzo 2024 si propone che l’Associazione assuma anche in questo progetto un ruolo di facilitazione e coordinamento, senza sostituirsi agli enti gestori nelle decisioni che spettano loro per legge.
Questo è un modello di governance forestale molto simile a quello standard che ogni regione nei prossimi anni adotterà per poter migliore i processi di gestione di un patrimonio forestale magnifico come VALLOMBROSA la FORESTA DI FIRENZE come bene comune, attraverso un organo rappresentativo permanente che decide collegialmente sulle pratiche gestionali, la destinazione dei proventi e il coinvolgimento della comunità locale nel tempo.
Noi saremo presenti domenica 30 agosto 2026 in occasione del evento organizzato dall’Associazione “Vallombrosa – La Foresta di Firenze ETS”:
15:30 – Natura e Intelligenza Artificiale, Ciclo di incontri sul Pratone
Conduce Alberto Severi
Intermezzi musicali di: Simone Baldini Tosi
Intervengono:
- Pietro Bartolini, Direttore dell’Accademia Teatrale di Firenze
- Massimo Chiriatti, Tecnologo e Saggista
- Andrea Ciucci, Cancelliere Pontificia Accademia per la Vita
- Fabrizio Fantini, Ecosystem AI Enterprise Architect
- Maria Ranieri, Professoressa ordinaria di Didattica e Tecnologie dell’Istruzione, UniFi
Pratone, Vallombrosa
Ingresso gratuito
https://www.vallombrosafirenze.org/foresta-maestra-2026/
Ci vediamo all’ombra della foresta di Firenze?
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